Lyrics

Cortellaha

Disegnino

Ciccio questo è il rap con l’ Accento Fiorentino
e siccome l’e un casino ti faccio un disegnino
questo è rap con l’ accento fiorentino
e siccome sei un cretino t’ho fatto un disegnino

RIT. Se un t’è garbato le solite tre cazzate che t hai ascoltato
spalanca orecchi e  occhi per chi l’ è arrivato
Lemmi 1000 Rap sul beat e te t ha capito qui che banda l’è (x2)

Lemmi 1000 Rap non riconducibile
non riproducibile ma reclamizzabile
venditi sta roba e vinci tutte le guerre
io non ci riesco e fo l’ mc mica il pr

Negato al mercato arrapato di rappers di stato
ma troppo scafato da quanto ha rappato
l’ mc realizzato col naso tappato da quanto ha pippato
avrà anche sfondato ma il rap l’ ha scordato!

Pardon, chissà se l’avrà mai imparato
chissà se qualcuno glie l’ha domandato hai studiato?
conduce un programma che è un dramma
con una classifica tipica mamma picca la fiamma e smamma fica di gomma

Tonfa mo l’è molesto l’è i funk dai centro moviti lesto
entro nel contesto disonesto del gioco
quanti ne pesto col flow di foco che c’ ho?

RIT.

Quanti ne pesto?
Mi sa che l’è una vagonata un l’ ho contata
l’ ho sfidata l ho sfondata
ce n’ era gente in terra sagomata
e se l’ ha sgamata vorra’ di’ che ‘un l’ ho incontrata

L’ Italia la mi’ roba ancora ‘un l’ ha chiappata
l’ è roba nova e tosta e la gli va spiegata
chi l’ ha sentita gli è garbata o l’ ha evitata
e ora gira alla larga che è una cortellaha

Porto il soul e i funk made in F.I.
Futuristic rap con i megatricks
Digi l’ è il grandmaster sopra il Beat
Lemmi 1000 Rapper H.C.
(x2)

Ciccio vai col funk a palla e dagnene settu n’ hai da dagnene se tu n’ hai
ciccio vai e dagnene se tu n’ hai
co i’ funk e la palla al centro d’ Italia

RIT.

Garbage Man

Passa la vettura della spazzatura aumenta l’andatura aumenta l’andatura

Colleziono roba trash
pacchi di Marlboro e bottiglie di Jack appartenute a Slash
Catenoni d’oro e perizomi di Mc Hammer
Lemmi Diecimila Rep I’m the garbage man!

Giro per i cassonetti e fo’ razzia
certo che oggi la gente la roba nova la butta via!
ci faccio le mie basi a casa via campionamento
e se non suona bene ci arredo l ‘appartamento

Lo sai a me sto fatto da la carica
ma c’è qualcosa che finisce in discarica,
ripulisco  le strade dallo schifo
tipo street art di toys e rappers per cui tu fai il tifo

Un sacco nero di house da finto intenditore
lo butto dentro al camion e schiaccio l’acceleratore
raccatto due re edits mash up misto disco club gangsta rap
e via dritto all’ inceneritore

Brividi

Vo’ pe’ Digi
kamasutra suburbana muta truppa
putrida stupra stupida crew da muffa
che fa pus
la mia lascia tags sul bus
parole vomito ergo sum e sfascia

Il cervello vuole lo zoom è eclettico
lo shock è elettrico non blando
i seri allo sbando
va da se’ che novità non ce n’è
e vanità a volontà e affinità ma a fa’ che?

Lemmi 1000 rap fa il mic check
un carpiato sulla spia una giravolta e una becks
cade in flat
tu ci provi millelemmi ma che modi
po’ tu godi coi rivoghi se li snodi (ciccio)

RIT. Mi da i brividi
sento i lividi
ti fo i lividi
senti i brividi?

Ematoma e t’ho trovaho impreparato
eh ma to’ ma’ m ha detto è un matto che va assecondato
ma mica l’ ho ammazzato l’era già mezzo spaccato
e po’ comunque bada lui a me come cazzo m’ ha conciato

E’ stato un do ut des nemo super partes
gallia omnis divisa est in partes tres
nel mazzo di carte c’è un cazzo di marte
nel mezzo un dì e sogni tra il mestiere e l’ arte

L’artista che necessita la testa per farci la cresta
pesta merda sulla festa e l’ è più un artigiano
e le arti già non si regolano su parametri che scemano
la gente che li segue invece è scema no?

RIT.

L'Amari
RIT. Fattelo dire da uno che l’ amari l’ ha provati tutti
Fattelo dire da uno che l’ amari l’ ha provati tutti, tutti, tutti, tutti! (X2)

Fattelo dire da uno che gli amari l’ ha provati tutti
tumuli di roba c’ hai bisogno di smaltirla
idilliacamente
la mente va random
abbondo a mo d’ arno in piena

‘un gioco l’ enalotto
lotto per la mia anima in pena
anabolizzato fo senza remore
Lemmi Mille rap m.o.r.e. su il bandone l’ è il nome a n.e.r.o

Perso nel giardino de’ bimbi
imbambolato a guarda’ un prato
oggigiorno compiango il giorno nel limbo della disoccupazione
fino a che un’ anima affine asciuga le lacrime dai’ imi viso

Oneri e doveri dov’ eri quando dovevi assolverli
risolverli in altro in qualcosa d’ alto
altolocatamente collocarli in risalto
od affogarli in birre a doppio malto

RIT.(X2)

Mi sveglio al mattino
con la visione di un buco nel calzino
cerco figure che calzino
cavo ragni dai buchi
fo’ balzi nel letto per gli sbalzi d’ umore
ma tu chi sei  rifletto?

Tu chi sei ti ho detto
dentro a quello specchio
togli di mezzo la merda di ieri
e ridipingi i margini
fuori gli argini arcigni
metti su il te’ metti il caffe’
e ridi soffoca pure  basta che ridi

Le redini di rimando in rinvio ma l’ ho sempre strette
e tenebre ed albe s’ alternano ogni anno
quando più vivide, quando più scialbe
quando ti si fanno e quando le vivi te

Quando le bibite non bastano
su un divano mi estranio dal mio cranio
e prendo merda all’ iperuranio
Agnostic Front nel trip mistico
e seguo l’ iter più vario per st’ ignoto itinerario

RIT.(X2)

Lampredotto

Il tipo di’ chiosco l’ è apposto
non lesina sul brodo e conosce il mio gusto
mi stronco una vaschetta a mezzo col Daretta
tra gala e spannocchia la nostra razione l’ è doppia

RIT. Questa  la ‘un è cosa pe’ gente schizzinosa
originale fiorentino come il lampredotto ni’ panino
da Gavinana all’ Osmannoro la morale è sempre quella
si pranza con la trippa e le budella

lo prendo completo come ogni intortato
sale pepe salsa verde piccante e bagnato
mi faccio un assaggio di quello in zimino
coi vino rosso a calo esco da pranzo briaco

RIT. Questa la ‘un è cosa pe’ gente schizzinosa
originale fiorentino come il lampredotto ni’ panino
e dalle Cure a San Frediano la morale è sempre quella
si pranza con la trippa e le budella

Il rituale si ripete a qualsiasi ora
grazie bovino per le tue interiora
il barrocciaio non lascia niente al caso
su quattro quarti lodiam le arti del tuo stomaco abomaso

RIT. Questa  la ‘un è cosa pe’  gente schizzinosa
originale fiorentino come il lampredotto ni’ panino
e per la gente di Firenze la morale è sempre quella
si pranza con la trippa e le budella

mangiare  il lesso fa bene ai’ sesso..

Tienti

 

RIT. Senti l’ è t.n.t nei denti
te tieniti
temi ‘sti treni di dinamiche da dinamite
te ti dilani tenti o pentiti
tieni è t.n.t tu tienti (x2)

Anti pop hop hop operazione tritolo
in autostrada trito lo sciocco dal primo al quinto quintale
è uno shock nazionale in toto
da penna pentotale
nel totale verbo fermo provoco un moto

Tentacolare fa tracollare sembra colare
ti fa incollare mette il collare a te e al tuo compare
esplosivo detonato nota la tua tana scava e come una cava la fa brillare

Vuoi volare?

Mina dopo mina e in culo un candelotto
nel tuo cervello creo il vuoto
come una palla d’ oppio
più che in ventotto giorni dopo
virus d’ hip hop dal lato opposto lotto
pizza il cilotto, senti che botto!

chi l’ arrizza l’ appiccia
inizia la caccia la mia  pazzia
è che non sai quanto è corta la miccia
e via te si di si
Digi e Millelemmi
t.n.t come gli Ac/Dc

RIT.(x2)

Treno

Fresco è sto treno
allo stremo le vostre forze
dopo ‘ste corse
freno l’ estro si forse
di fronte a un seno
ma resto un genio
desto siero estrogeno

Sul punto erogeno
illumino alogeno
se si drogano di rap misogeno
spruzzo veleno
dure le scorze
codifica st’ alfabeto morse
non sto tra i più perché
più per meno meno

Se non è pieno
il tuo fiume lo dreno
così m’ alleno
nel cranio spremo resina
non lesina  l’erba che cremo
neurale il mio convoglio t’ assale
fa male all’ ano
appurare che il tuo è un centipede umano

Stanno con la faccia dentro al culo
mangiare merda sembra proprio che gli piaccia
hanno trovato pure un metodo sicuro
per prenderla diretta li da dove la si caccia

fo’ biglietti tutti in pista
fo’ biglietti tutti in lista

Non voglio divisioni in classi sopra il mio convoglio
ho i nomi scritti tutti in fila su di un foglio
interregionale metropolitano sfreccia questa freccia rossa come bombe a mano

Amanetta amale stanale, canale, t’ hai male, tramale, tana ale’ bomba me,
banale, ballale, viola ale’ bona l’è, bona l’è bandall’ è?

Cambiano il treno ma il binario quello no
“stop that train i wanna get off”

 

Spazionauta e.p.

Per Fare

C’è il dire e il non fare
e c’è il fare per essere c’è il fare per compensare il non essere
ma è inutile fare se non è in pace
con lo stato del se
e sara’ malessere messere
se è il male l’essenza  che muove le tessere
i volti saran maschere e le idee saran passeggere
e le sere nere dove menti alle masse che ree
d’ingenuità’ non fan altro che riempire le tue tasche

Fermati…..fermo lì……pensaci….bono lì…

Ma star lì non farà
basta ricordare
che star lì ti darà
modo di  cambiare

Fermati resta là
non ti preoccupare
perdersi non sarà
ma ricominciare

 

Spazionauti
Poliritmi mitici mimetizzati nella polis e polizia
noi in cerca di liquidi un’oasi
spazionauti nello spazio profondo col casco radiotrasmettendo
pressioni su un tasto avanzato lo stadio

Bemolle diesis frequenze in hertz
misurare in gradi tra i quarzi e sferzare colpi
sterzare la cloch
o sterzare perché’ siamo in tre
razionare fa parte del razionale anche se non siamo molti

Siamo io te e noi immersi nel poi
poiché’ l’adesso è il poi di prima
e più di prima il peso del suo nome se lo porta addosso
in ‘sto trip il tempo non esiste più
sono distanze che si coprono suonando di più

Ma quanto spazio ci vuole
ma quanto è lungo ‘sto viaggio
quant’è il calore di
un unico raggio di sole
magari troveremo delle isole per un naufragio
solo una pausa
ma un miraggio in ‘sto strazio ci vuole

Ma quanto è freddo ‘sto spazio
ma quanto è lungo ‘sto viaggio
quant’è il calore di
un unico raggio di sole
magari troveremo delle isole per un naufragio
solo una pausa

Capita
Capita che stia storto che lo sia molto
caspita, che sia pure morto magari no, ma ho paura d’esserlo
ma essendolo dovrebbe cessare il timore ergo vivo
tie’ senti che slego adesso mi piego

La volontà del destino divide et impera
indi s’ impara e spera che i divisi si destino
tutti in divisa, in fila, ho una lama
qualcuno mi dia un qualcuno che l’affila
ma l’afa affatica e fatica mi sta solo pensa’

D’arriva’ fin là la base è fica
affiliati di file d’ Italia mi danno replica
fai in modo che il mondo sia mondo
disse qualcuno ma lo disse bevendo
e scetticamente la mente interpose una lente

Troppo veloci invece le voci critiche
troppo voraci invece le fauci pratiche
pedanti notifiche
pesanti le cotiche?
pensanti le modiche grigie materie riempienti le natiche?

Facce di che?
Le facce di duo amico di deno
che disse che dere amico di tano
voleva valere più del suo socio che voleva volare
ma un mulo non spicca e un culo non spacca anche in foto con l’emulo della lomo
lo chiappi omo?

Ti dirò che vedrò voli d’Icaro
ti dirò che i cerotti te li darò
ti dirò che però ti deriderò
ti deriderò ti deriderò

 

Nosocomio Tungsteno

Nosocomio Tungsteno

RIT. Noso comio tung steno eno
noso comio tung
nosoteno comio tung tung comio
noso teno com comio tung steno
steno stenocomio
noso tung tung
tung noso
tung noso
nosocomio tungsteno
nosocomio tungsteno

Nosocomio tungsteno e non è Mao Tse è energia
enologia erba freno blu moon boccia di rum elegia
cercando Morfeo fra forme amorfe

Frattanto fagocito frattaglie fa tanto caldo o troppo freddo
battaglie di Lepanto non è tempo e un simposio al capezzale
luce blu elettrica e fiale

Falene fra le schiene nude
umide
lunatico dalla cantina all’attico
a te come ti piglia la mattina
c’è un sole flaccido
nosocomio tungsteno costruisco il battito

Ma se ne va di me se c’è chi ci va da sè io mi costruisco le mie medicine (x2)

Nosocomio: non so è comico?
non più di un auto encomio
non ne ho voglia lo spengete questo neon o no?
ma è freddo questo ferro o sono io?

Sulla lettiga sulla lettiga
si succedono soffitti
è solo un susseguirsi di soffitti
sotto i tetti è un ricrearsi di sorriso
nosocomio tungsteno paradiso

RIT.

Uretra

L’ ecografia raffigurante l’ interiora pulsante defeco
intrepido errore di diagnosi sicuro oscuro bianco e nero
teco porti intorti da salvamorti di Villa Artimino bevo du’sorsi

Meno male passavi di lì, sa’ te che lavori
pe’ du’ mesi so stato di fori, poi vedevo le luci i rumori
orinando in vasi da fiori tremando frasi mettendo le dita nei fori

Canto con una cerniera sul fianco
il mio compagno di banco puzza d’ornitorinco
mi bendo in endovenosa sento qualcosa
assaporo l’idea che la vita sia rosa

Tubi di scarico si ma nel posto sbagliato
ho voglia di un piatto qualsiasi basta che piuttosto agliato
desiderio un po’ magro ma avrei grosso motivo
di gioirne Ernesto in ‘sto stornello lascivo

Lavo via il livido e divo non sono la plastica non la riciclo e non me la fo’
poi in discarica vedo che mischiano tutto..
fa brutto ma almeno Antonella è simpatica..

Umosa Tentacula

Capitatami in travoglia
m’hai sbraffato in sulla vesa
spruleggiato inalosa, umosa, tentacula…
fin a che inebro in spirale mollida languetti.
Non sto li’ a ridirar le fòllie e a smantucare i melizzetti,
ma sol la labbra m’arimmenta quel colletto accarnisciuto
che in ventrale mi sinsangua il frattalgiargulo e sbredolla…

Perline

La prima primavera vera Bergonzoni stile
in still life stop motion
sciorinando frasi in scia
orinando in vasi gelatina ed ecografia
drammaturgo greco di tufo alfabeto e beat a spreco

Dalle finestre ‘ste teste
le detesto come dire decapito
sto con corpi acefali
crani avulsi dal contesto
capito?
se capito in un lago di lingue
ci nuoto ma noto che non è salato, è sciapo

Del resto del testo si sa che sto con te
contessa e più non dimandare
e più non rimandare
e ai più non lo svelare
quaggiù manca semiotica
e quaggiù si resta
ma giù rispetto a cosa?
forse è ottica

Mi metto in prospettiva e aspetto:
sono in aspettativa del pro
o a pro dell’ aspettativa?
se ti va aspetti si, ma a che pro?
a meno che sia pro positiva
quindi è a pro del pro che mi son messo

RIT. Perline d’ acqua una ad una sul mio cranio
io col mio io e il martellio in stillicidio(x3)
perline d’ acqua ad una ad una sul mio cranio
io col mio io e il martellio

In stillicidio dio solo sa il limite poi scoppio
sedo il tedio col caleidoscopio
non so lei dov’è datemi l’ oppio
se non è troppo
che co’ ste gocce in testa è dura star qua sotto

Ho trovato il metodo perfetto
per detonare note per effetto di gavettoni
a millemila megatoni
e l’ output equivale a toni mega tsunami e cavalloni

Cervellotico in arkade paranaiod android
rave di asteroidi io ideo ideogrammi
orchi ed orchidee orchestranti ostici ritmi
sollevanti venti sui i miei ventun grammi

Io con il riverbero cerbero celebro
leso io Rain Man penso a chi che gioca
stillicidio martellio ed io col mio io
le perline sul mio cranio ad una ad una,
ad una ad una

RIT.

Stillicidio il martellio e io col mio io
sul mio cranio una ad una d’acqua le perline

Desolato Isolato

Attonito sotto un lume passavo
a lato del muro i miei passi movevo
volevo sapevo e in mano stringevo un bicchiere di niente
le sere la gente le donne serpente
rincorse ma,
forse in un altro frangente
fai finta di niente, poi ti sale pesante
fai il peso per finta poi non ti sale per niente
lei vola a Bruxelles e tu cambi le tende
e questo marciapiede fa l’indifferente
non chiede e prevede io incrocio le dita lui incrocia le spade
me ne accendo un’ altra e mi cade di fronte lui gode
ogni angolo che svolto è una frode
ma sono solo quattro sono solo quattro
sono solo
isolato desolato in un isolato desafinado
fin’a dove quando vado desidero un cambio
magari solo uno scambio equo un rimbalzo di palla
ma nulla son sotto il solito lume.

Basterebbe attraversare.

Erbe et Bibite

Tributi un te in tibet erbe et bibite
pugni in mani, positivita in poesia
asiatico ascetismo in sintonia
tributi un te in tibet

Pugni in mani, positività in poesia
asiatico ascetismo in sintonia
tributi un te in tibet erbe et bibite
drappi di arancio spando fango
solo al sole me ebete mangio

Gravi foni glabri
baricentri bassi
fondi ventre caldo
prassi lenti i passi
io profondo caposaldo

Sane pratiche libri vivi vibri
sane pratiche libri vivi vibri
tributi un te in tibet erbe et bibite, bibite spando fango

Pugni in mani, positivita in poesia
asiatico ascetismo in sintonia
tributi un te in tibet erbe et bibite
drappi di arancio,spando fango

Solo al sole me ebete mangio
gravi foni glabri
bari centri bassi
fondi ventre caldo
prassi lenti i passi

Sane pratiche libri vivi vibri
libri vivi vibri
tributi un te in tibet erbe et bibite
pugni in mani, positività

Rasserena

RIT. Amo rimare, amo remare in sto mare

M’ ardisco dire distrofia muscolare alla lingua no grazie
l’ è la z.t.l. alla dislessia
serio e se ‘unn’è serena la si rasserenerà asserisco!

Sei irrisorio Isidoro col capolavoro tuo sobrio
se lo sentisse anche Mario com’è sorto
lo troverebbe assurdo ma l’è troppo assorto nel suo
sordido dedalo del soldo mi resto leso qui in coma

Un giorno da solitudo maxima
m’arrovello in soliloqui finche da diversi buchi
furiescan versi
si diventa bozzoli da bruchi
ma po’ l’ali si spiegano a colori in questi cieli tersi

Passan tempi persi risvolti lisi volti lesi derisi
l’iride si irradia l’indole l’è domare coi vocaboli
funambolici sismi mentre si sta qui sopra i fili

L’infinito concatenarsi di fonemi m’irraggia piu che di sole una spiaggia
ho già sfangato un altro selciato devastato da un acquazzone inaspettato
ma mannaggia se pioveva

Sotto la loggia poco posto per il reiterante rime
allora ecco che m’ergo altrove
nell’interiore innalzo pinnacoli di sillabe
volte e guglie variegate e striate come le conchiglie

Come le lecco le caramelle al latte come un che di magico c’ ha la eco
dal di sopra del monte e il dirupo
e poi giu alla valle
la voce ritorna a me e s’esterna l’ego
vai vocia più forte che ti sente il lupo

Poli opposti s’attrarranno il mondo ne pullula
mi dilungo su un libello un libercolo pagine
riempite di frasi da chissa’ quale autore
e una voragine s’apre di nuovo: ecco le rime che teste’ pensavo

RIT.

Eh, ma l’andava veloce la valanga di saliva
che mi salvava sillaba dopo sillaba
in sta giornata anodina a mo’ di naso rotto
le lettere come sangue fiotto

Sproloqui più di un turco ottomanno
o perche’ no di un buttero maremmano
i prossimi li buttero’ mano a mano
che l’assonanza ad un’altra istanza farà richiamo
e ci farò un ricamo

Sgargiullo il Fantolello

Sgargiullo il fantolello, primeggioso ed acutegnolo,
si rivisa in tutti loro come l’ ape sul narciso,
malizzetta a manca e a serpa e divinca le sue doti
quasi a macchina in riviso.
Però l’è annacquoso il germoglietto e anansoso il marzolino,
s’ asprirala in garbuglielli fino a che non s’incerpatta, poi
con aria trombaldina s’incerbiatta nel ciarpame;
beh, belbel brauviero bottoloso sbozzettato,
involpisce un po’ i semproni ma smostisce i beveroni….
dacche’ non s’è più concertato di gaudenzie e sprovoloni
il presente s’è alleviato e prefiere i simpatoni.

Metasemanticaantica

RIT. Qua si mastica metasemantica antica
anticamera del cervello
non mi ci passi
assiomi
assicuro che si dia per prassi che li sconquassi

Lemmi Mille rap
apparentemente
appartenente ad altra forma
solida liquida gas sforna
orda di rap orna-mentale sforzo
collega-menti pertinenti per te niente
peste e corna or nasce una nuova era
tracotante lirismo sillabico scettico
mimetico ermetico rap bandiera

RIT.

Do ossessivo compulsivo
impulsi rap-pulsivo
vuolsi cosi in sintagmi
lemmi in magmi
stemmi scudi scudisciate
siate cio’ che siate
ateismo
a te sta cio che sei
ad altrui ascolto puole risultare
ostico
ma o sto col reparto hardcore
o col letargo chic embargo

RIT.